lunedì 17 aprile 2017

Pride and Glory: L'animo bifolco di Zakk Wylde

Nel 1994 uscì un disco molto bello di un gruppo chiamato Pride and Glory  Dietro questo nome si celava la mente di Zakk Wylde (chitarre, voce ed autore dei testi), Jack Lomenzo al basso e Brian Tichy alla batteria. In quest'album, intitolato con l'omonimo nome del gruppo, il barbuto chitarrista dava sfogo alla sua anima bifolca. Un'opera da molti definita anacronistica.. eppure fu un valido modo per ridare linfa al Southern rock genere a cui Zakk  ha più volte dato omaggio.

La canzone d'apertura "Losin your minds" si apre con un giro di banjo e già lascia presagire le sonorità che accompagneranno tutto il disco. Un Southern rock molto potente e tirato riletto con lo stile di Wylde (avrete modo di sentire tutte le canzoni condite dai suoi celebri licks!).



 Secondo me le canzoni più belle dell'album sono la già citata "Losin your minds", la bellissima "Shine On" dove l'armonica blues si lega alle sonorità della Gibson di Zakk, la celebre "Machine Gun Man" (cercatela anche nelle versioni unplugged) , la meravigliosa "Cry Me a River" dalle atmosfere puramente sudiste e per finire la canzone più bifolca dell'album "Hate Your Guts"!!!
Un album che comunque merita di essere ascoltato per intero perché rappresenta un lato poco conosciuto di Zakk Wylde, sicuramente diverso dai Black Label Society e dalle canzoni fatte con Ozzy.


giovedì 13 aprile 2017

Stage Plan: Leggende e verità.

Chiunque suoni dal vivo prima o poi si sarà trovato di fronte alla richiesta dello stage plan o scheda tecnica. Organizzando qualche volta piccoli eventi live e, diventando intermediario fra gruppi e service, ho potuto capire in quanti sottovalutano la scheda tecnica facendola davvero "con i piedi". Si omettono particolari importanti che diventano fondamentali sul palco.
Mi sento di parlare della mia piccola esperienza (dopo molte tirate di orecchie di fonici) e vi dico cosa ho imparato sulla scheda tecnica. Prendetela come una chiacchierata..nulla di più! Immaginiamo di trovarci nei panni di un fonico e dei roadie che montano il palco. Noi siamo dei perfetti sconosciuti. La prima domanda è: di cosa avrà bisogno questo gruppo?


Quindi dovremo andare ad indicare tutto quello che ci serve. Microfoni, amplificatori, D.I. box, monitor ecc. Non omettiamo mai di indicare cose come punti corrente (avrete dei pedali no?) oppure un eventuale leggio, gli stand od altre cose importanti. Sulla scheda potrete anche indicare le vostre preferenze tenendo in considerazione che solitamente sui palchi troverete gli standard (Shure sm57 per gli ampli, Beta 58A per la voce ecc..) ed anche la batteria avrà una configurazione standard.
Ricordatevi che soprattutto con gli ampli i service tenderanno ad accontentarvi nei limiti. Una volta su una scheda tecnica scrissi come preferenza ampli Testata Marshall JCM 800 e Cassa 4x12 (generica) e mi ritrovai un combo transistor della Crate da 50w. Il fonico mi rispose:"Questo abbiamo a disposizione". Ora preferibilmente mi porto il mio setup al seguito...e se posso uso quello.  Ricordatevi che nei festival o nelle rassegne con molti gruppi quello che c'è sul palco usate..
La scheda tecnica deve indicare anche la vostra disposizione sul palco..che non sarà di solito rispettata se siete un gruppo d'apertura. Lì vi adeguerete al gruppo principale.. quindi come sempre spirito d'adattamento!
Bene come si prepara allora la scheda tecnica? Semplice. Disegnate lo schema seguendo quanto detto sopra. Fatelo in modo graficamente comprensibile!! Esistono dei programmi come Stage Plot Editor, che crea degli ottimi stage plan. Io me la sono disegnata da zero..


mercoledì 12 aprile 2017

Quando il Diavolo del Sud bussò alla mia porta..

La vera rivoluzione per me avvenne negli anni novanta. In una vecchia intervista di Joe Perry (chitarrista degli Aerosmith) , alla domanda di chi abbia influenzato il suo stile rispose:" Tutta la musica rock è influenzata da Robert Johnson, tutto inizia con lui". Da allora ai miei ascolti classici (Ac/Dc, Guns n Roses, Iron Maiden, Ozzy Osbourne) iniziai ad affiancare un po' di sano vecchio blues. Lo ascoltavo la sera al buio, con le cuffie. Era semplice come genere, ma dava un'emozione unica. Quegli artisti influenzarono molto il mio modo di vedere la musica e scoprii che in fondo i Guitar Hero dei gruppi che seguivo non mancavano mai di appoggiarsi su quei giri classici.
Eppure mi sembravano mondi diversi..tutti i mondi che scoprii dei filoni musicali americani viaggiavano paralleli senza incrociarsi mai..almeno così credevo.. fino all'album Second Helping.
 
 
Mi capitò per caso di ascoltare quell'album dei Lynyrd Skynyrd..nei loro brani tutti i mondi che amavo si fusero in un mondo unico. Avevano la potenza del rock, i fraseggi erano blues, ma spesso avevano il sapore del country. I testi erano diretti, immediati.. Tutto questo all'ombra della bandiera confederata che osteggiavano con orgoglio del sud. Si i Lynyrd Skynyrd erano l'emblema del sud, quello ribelle..ma non quello del razzismo bieco.. basta ascoltare i loro brani per capire quanto erano lontani dall'immagine che si dipinge del sud. Non lo sapevo, ma con quell'album il Diavolo del Sud bussò alla mia porta, entrò e non andò più via.